Nel 2025 l'Arabia Saudita ha importato 322,7 milioni di dollari di frutta a guscio, con gli Stati Uniti primo fornitore (53 %), secondo il rapporto Retail Foods dell'USDA di agosto 2026. Il Paese non produce quasi frutta secca ed è il più grande mercato di consumo del Golfo. Eppure, per l'esportatore sudamericano resta spesso nell'ombra degli Emirati, che ne erano la porta d'ingresso.
Nel 2026 quella porta è chiusa: con lo stretto di Hormuz bloccato, tutta la merce diretta in Arabia Saudita entra da Gedda, sul Mar Rosso. È il momento di trattare il regno come un mercato a sé.
La risposta breve:
- Dazio: 5 % sul valore CIF per noci, pecan, prugne secche e arachidi; 0 % per l'uvetta. Nessuna origine ha preferenze: Argentina, Cile e Stati Uniti pagano lo stesso. Si aggiunge l'IVA del 15 %.
- Registrazione: la fa l'importatore, che registra l'azienda e ogni prodotto nel sistema FIRS della SFDA. L'esportatore fornisce i documenti. Per i prodotti vegetali non serve registrare lo stabilimento d'origine; per il miele sì.
- Etichetta: in arabo, con le date di produzione e di scadenza stampate sulla confezione. Le date su adesivo vengono respinte.
- Porto: Gedda. Le prenotazioni per Dammam e Jubail sono sospese e la merce per Riad e la Provincia Orientale prosegue su camion da Gedda. Transito da Buenos Aires: da 36 a 38 giorni con un trasbordo, più la congestione a destino.
- Canale: sei catene fanno oltre l'80 % del commercio al dettaglio. Non si vende loro direttamente: si passa da importatori, riconfezionatori e torrefattori.
- Dove compete il Sud America: l'Argentina è il 1° fornitore di prugne secche e il 2° di noci pecan del regno. Il Cile è 4° nell'uvetta e nei gherigli di noce.
1. Il mercato: cosa compra l'Arabia Saudita e da chi
L'USDA inserisce la frutta a guscio tra i best prospects del mercato saudita. Le vendite al dettaglio di alimentari sono state di circa 57 miliardi di dollari nel 2025 (USDA, SA2026-0013). Nella frutta secca il regno dipende quasi del tutto dalle importazioni.
Importazioni dell'Arabia Saudita per prodotto, 2025
| Prodotto (SA) | Importazioni 2025 | Primo fornitore | Argentina | Cile |
|---|---|---|---|---|
| Mandorle sgusciate (0802.12) | 114,8 M USD | USA (92 %) | — | — |
| Pistacchi sgusciati (0802.52) | 81,5 M USD | USA (71 %) | — | — |
| Gherigli di noce (0802.32) | 42,4 M USD · 6.700 t | Cina (43 %), USA (42 %) | 8ª: 0,13 M USD | 4°: 1,39 M USD |
| Uvetta (0806.20) | 41,9 M USD · 17.941 t | Uzbekistan (35 %) | — | 4°: 5,30 M USD (1.263 t) |
| Arachidi sgusciate (1202.42) | 18,8 M USD · 8.615 t | Vietnam | 5ª: 1,36 M USD (751 t) | — |
| Altra frutta a guscio, pecan incluse (0802.99) | 3,7 M USD · 525 t | USA (53 %) | 2ª: 0,66 M USD (18 %) | — |
| Prugne secche (0813.20) | 2,14 M USD · 641 t | Argentina (52 %) | 1ª: 1,10 M USD (296 t) | 2°: 0,49 M USD |
Fonte: UN Comtrade, importazioni dichiarate dall'Arabia Saudita (valore CIF), consultato il 7 ottobre 2026.
Quattro letture commerciali:
Le prugne secche sono la porta più aperta. Il mercato è piccolo, ma è quasi raddoppiato in un anno: da 1,15 milioni di dollari nel 2024 a 2,14 milioni nel 2025. L'Argentina ne copre già la metà. È un prodotto del Ramadan, base del khoshaf. Confrontiamo calibri, nocciolo e origini nella nostra guida alle prugne secche.
La pecan argentina ha già il suo spazio. L'Arabia Saudita non ha una sottovoce dedicata alla pecan: rientra in «altra frutta a guscio». In quel gruppo l'Argentina è il secondo fornitore, dietro agli Stati Uniti. Il SENASA ha confermato a dicembre 2025 che l'Arabia Saudita era tra le destinazioni delle 920 tonnellate di pecan esportate nel 2025 fino a quella data.
La noce si compra sgusciata. L'Arabia Saudita importa 42 milioni di dollari di gherigli e meno di 2 milioni di noci in guscio. È l'opposto degli Emirati, dove la noce in guscio veniva in gran parte riesportata in Iran. Nel regno il cliente è il torrefattore, il riconfezionatore e l'industria degli snack. Lì competono Cina e Stati Uniti, e lo spazio per l'emisfero sud è stagionale: tra giugno e ottobre, quando il raccolto del nord ha tra gli otto e i dodici mesi.
L'uvetta è volume senza dazio. È un mercato da 42 milioni di dollari, guidato da Uzbekistan e Afghanistan, in cui il Cile è già il quarto fornitore. L'uvetta argentina compete sul prezzo e sul controllo dell'ocratossina A, che spieghiamo nel nostro confronto sull'uvetta.
Dove non ha senso entrare è nelle mandorle e nei pistacchi: gli Stati Uniti hanno tra il 70 % e il 92 % del mercato.
2. Dazi e imposte
L'Arabia Saudita applica la tariffa esterna comune del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), con eccezioni proprie. Queste sono le aliquote della tariffa integrata della ZATCA, l'autorità doganale e fiscale saudita, per i prodotti del nostro catalogo:
| Prodotto | Voce | Dazio | Chi sdogana |
|---|---|---|---|
| Noci in guscio | 0802.31 | 5 % | MEWA (autorizzazione preventiva e quarantena vegetale) |
| Gherigli di noce | 0802.32 | 5 % | SFDA |
| Pecan in guscio e sgusciate | 0802.99.91 / .92 | 5 % | MEWA in guscio, SFDA sgusciate |
| Prugne secche | 0813.20 | 5 % | SFDA |
| Uvetta | 0806.20 | 0 % | SFDA |
| Arachidi crude | 1202.41 / 1202.42 | 5 % | SFDA |
| Arachidi tostate | 2008.11.10 | 6 % | SFDA |
| Frutta secca tostata e mix | 2008.19.19 / 2008.19.20 | 10 % | SFDA |
Fonte: tariffa integrata della ZATCA, consultata il 7 ottobre 2026. Le aliquote di arachidi tostate, frutta secca tostata e mix sono in vigore dal 27 novembre 2025.
Cosa sapere per quotare:
- Il dazio si calcola sul valore CIF, e la dogana richiede la fattura in quei termini (USDA FAIRS, SA2025-0013). L'IVA del 15 % si applica poi sul valore in dogana più il dazio.
- Il crudo paga meno del tostato. Da novembre 2025 la frutta secca tostata e i mix pagano il 10 %, il doppio del crudo. L'Arabia Saudita favorisce la tostatura e il confezionamento nel Paese, ed è per questo che l'acquirente naturale della materia prima è il torrefattore o il riconfezionatore locale.
- Nessuno ha preferenze. Il GCC non ha accordi commerciali con il Mercosur né con il Cile. Il CEPA Emirati–Cile, in vigore da novembre 2025, è bilaterale: dà dazio zero negli Emirati, non in Arabia Saudita.
- Le revisioni tariffarie sono frequenti. A giugno 2026 la ZATCA ha portato 51 voci agroalimentari dal 5 % al 15 % (EY, 20-7-2026). Nessuna riguarda i prodotti di questa tabella, ma conviene verificare la voce esatta nel motore di ricerca della ZATCA prima di ogni offerta.
3. La SFDA: cosa fa l'importatore e cosa fa l'esportatore
La Saudi Food and Drug Authority (SFDA) regola gli alimenti importati; la piattaforma Saber della SASO, che certifica i prodotti industriali, non si usa per gli alimenti. La divisione dei compiti è chiara:
| Requisito | Chi lo fa | Dettaglio |
|---|---|---|
| Registrazione dell'azienda importatrice e di ogni prodotto | Importatore | Nel sistema FIRS (Food Import Registration System) della SFDA, prima della prima spedizione. Il codice doganale va a 8 cifre |
| Magazzino con licenza SFDA | Importatore | Esenti: le fabbriche che importano materia prima e i piccoli importatori (fino a 5 spedizioni e 2.000 kg l'anno) |
| Registrazione dello stabilimento d'origine | — | No per i prodotti vegetali. Sì per miele, latticini e altri prodotti di origine animale |
| Halal | — | Non richiesto per frutta secca ed essiccata senza ingredienti di origine animale |
| Fattura commerciale e certificato di origine | Esportatore | Fattura originale certificata da una camera di commercio; in Argentina, di solito la Camera di Commercio Argentino-Araba |
| Certificato fitosanitario | Esportatore | Lo rilascia il SENASA in Argentina o il SAG in Cile |
| Certificato sanitario, packing list e polizza di carico | Esportatore | Con lotto, data di produzione e di scadenza coerenti con l'etichetta |
| Dichiarazione doganale | Importatore o suo spedizioniere | Sulla piattaforma FASAH |
Fonti: SFDA, «Food Clearance Conditions and Requirements»; USDA FAIRS Saudi Arabia (SA2025-0013, luglio 2025) ed Exporter Guide (SA2026-0009, luglio 2026).
Tre dati che evitano sorprese:
- Non serve la legalizzazione consolare. L'Arabia Saudita aderisce alla Convenzione dell'Apostille dal 7 dicembre 2022 (HCCH). Resta obbligatoria la certificazione della camera di commercio. Alcune lettere di credito chiedono ancora la legalizzazione: controlla il testo prima di accettarle.
- Lo sdoganamento richiede circa 4 giorni senza analisi e fino a 15 se la SFDA preleva campioni. Ogni prodotto analizzato costa nell'ordine dei 1.333 dollari, e la sosta di un container dry si aggira sui 220 dollari al giorno (USDA FAIRS, 2025). Un lotto analizzato prima dell'imbarco riduce questi rischi, anche se non li elimina.
- Noci e pecan in guscio passano dal Ministero dell'Ambiente, dell'Acqua e dell'Agricoltura (MEWA), con autorizzazione preventiva e quarantena vegetale. Sgusciate, le sdogana la SFDA. L'importatore deve sapere da quale canale entra ogni prodotto prima di firmare.
4. Etichetta e shelf life
La norma in vigore è la SFDA.FD/GSO 9:2022, con l'emendamento di maggio 2024. È la stessa base degli Emirati, ma l'Arabia Saudita la applica con meno flessibilità:
- L'arabo è obbligatorio. È ammesso un solo adesivo con le informazioni in arabo, purché lo applichi il produttore.
- Le date non possono stare su un adesivo. Secondo la SFDA vanno incise o stampate con inchiostro indelebile sulla confezione, e non è consentito aggiungere adesivi con le date di produzione e di scadenza. Con una shelf life fino a tre mesi si usa il formato giorno/mese/anno; oltre, mese/anno.
- Non c'è un'esenzione chiara per lo sfuso. Gli Emirati esentano dall'arabo il prodotto per uso istituzionale; nelle norme saudite non l'abbiamo trovata. La scelta prudente è che l'importatore approvi la grafica dell'etichetta del cartone da 10 o 25 kg prima dell'imbarco.
- La shelf life la fissa il produttore. La norma obbligatoria (SFDA.FD 150-1) riguarda solo i deperibili. Per la frutta secca ed essiccata vale la parte volontaria (GSO 150-2): il produttore dichiara la data su base tecnica. Non dichiarare 12 mesi per i gherigli di noce a temperatura ambiente se il prodotto non li regge nel clima del Golfo.
5. Aflatossine e ocratossina A
La norma saudita sulle micotossine (SFDA.FD 193) fissa limiti per le aflatossine totali, senza un limite specifico per la B1 come quello europeo. Il confronto con il Regolamento (UE) 2023/915:
| Prodotto | Arabia Saudita | Unione europea |
|---|---|---|
| Noci e pecan, consumo diretto | 4 µg/kg di aflatossine totali secondo la bozza GSO 193; 20 µg/kg (limite generale) se quella voce non si applica | 2,0 µg/kg di B1 · 4,0 µg/kg totali |
| Frutta essiccata (prugne, uvetta), consumo diretto | 4 µg/kg totali | 2,0 µg/kg di B1 · 4,0 µg/kg totali |
| Arachidi da trasformare | 15 µg/kg totali | 8,0 µg/kg di B1 · 15,0 µg/kg totali |
| Ocratossina A nell'uvetta | 10 µg/kg | 8,0 µg/kg |
Fonti: SFDA.FD 193:2019 e bozza GSO 193 notificata all'OMC (2019); Regolamento (UE) 2023/915.
La conclusione pratica non dipende da quale versione applichi l'ispettore: un lotto analizzato rispetto ai limiti dell'UE rispetta anche quelli sauditi, per tutti i prodotti della tabella. L'analisi europea qui diventa un argomento di vendita. Nella nostra guida agli LMR dei pesticidi spieghiamo come leggere il rapporto di laboratorio di un lotto.
6. La logistica a ottobre 2026: tutto da Gedda
Prima della crisi, circa il 70 % degli alimenti importati dall'Arabia Saudita entrava già da Gedda (USDA FAIRS, 2025). Oggi entra tutto. Secondo l'aggiornamento operativo di Maersk del 2 ottobre 2026:
- Gedda e il porto Re Abdullah (KAP), entrambi sul Mar Rosso, accettano prenotazioni di merce secca.
- Dammam e Jubail, nel Golfo Persico, hanno ancora le prenotazioni sospese per la chiusura di Hormuz.
- La merce per Riad e Dammam entra da Gedda e prosegue su camion, con il servizio di trasporto terrestre della compagnia. Il collegamento ferroviario Gedda–Riad non esiste ancora: il treno unisce solo Riad e Dammam.
- Il reefer è sospeso verso Dammam, Jubail e KAP. I gherigli di noce che richiedono il freddo devono andare a Gedda.
- Sovrapprezzi: 1.800 USD per container dry da 20 piedi, 3.000 USD per uno da 40 e 3.800 USD per un reefer, più 1.000 USD se la nave attraversa Hormuz. Chiedi alla compagnia di confermare per iscritto quali sovrapprezzi applica alla merce diretta a Gedda.
| Destinazione finale | Porto | Ultimo tratto |
|---|---|---|
| Gedda, La Mecca, Medina | Gedda | Locale |
| Riad e la regione centrale | Gedda | Camion, circa 950 km |
| Dammam, Jubail e la Provincia Orientale | Gedda | Camion, circa 1.350 km, oppure camion fino a Riad e treno |
Il rischio del Mar Rosso. Il 20 luglio 2026 gli houthi hanno dichiarato un blocco navale contro l'Arabia Saudita. La rotta ragionevole dal Sud America arriva a Gedda dal Mediterraneo e dal canale di Suez, senza passare dallo stretto di Bab el-Mandeb.
Transito e congestione. Il servizio più rapido pubblicato da Buenos Aires a Gedda impiega da 36 a 38 giorni, con un trasbordo e partenze ogni una o due settimane (Fluent Cargo, ottobre 2026). Gedda è congestionata dall'estate: Kuehne+Nagel ha segnalato un piazzale vicino al 90 % di occupazione e una produttività inferiore del 20-25 % (Kuehne+Nagel). Calcola due settimane di margine sul transito pubblicato.
Pallettizza comunque. L'autorità portuale (Mawani) avrebbe dovuto rendere obbligatoria la merce pallettizzata dal 1° giugno 2026 e l'ha rinviato a data da destinarsi (circolare 13/2026, secondo l'USDA). In un porto congestionato il pallet accorcia scarico e ispezione.
L'Incoterm. Quota CFR Gedda o CIF Gedda con il porto nominato, mai «CFR Arabia Saudita». Il camion fino a Riad o Dammam è a carico del compratore, salvo accordo DAP. Spieghiamo la ripartizione dei costi e del sovrapprezzo di guerra nella nostra guida agli Incoterms.
7. Le sei catene e come arrivarci
L'USDA lo riassume così nel rapporto di agosto 2026: Othaim, LuLu, Danube, Panda, Tamimi e Farm, con le loro catene affiliate, fanno oltre l'80 % dei ricavi del dettaglio alimentare saudita (SA2026-0013).
Questo non significa vendere loro direttamente. Le catene comprano da importatori e distributori locali, che registrano il prodotto presso la SFDA, applicano l'etichetta in arabo e assorbono i termini di pagamento della distribuzione. Secondo l'USDA, le grandi catene pagano a 60-120 giorni, termini che un esportatore non dovrebbe finanziare.
I quattro profili di acquirente per un esportatore di materia prima:
- Importatore all'ingrosso. Compra a container completo, soprattutto prima del Ramadan, e distribuisce a catene e grossisti tradizionali.
- Torrefattore e riconfezionatore. Compra crudo sfuso, tosta e confeziona con il proprio marchio o con quello della catena. Il dazio del 10 % sul tostato importato gioca a suo favore.
- Industria di snack, panificazione e dolciaria. Compra gherigli di noce, uvetta e arachidi su specifica tecnica.
- Marca privata delle catene. Si rifornisce tramite consolidatori locali che applicano l'etichetta in arabo.
Il pagamento. L'USDA raccomanda lettera di credito irrevocabile o anticipo nelle prime operazioni, e conto aperto o incasso documentario quando c'è già un rapporto. Spieghiamo come strutturarlo in lettera di credito o bonifico.
8. Il calendario saudita
- Il Ramadan 2027 inizia intorno all'8 febbraio. Gli importatori chiudono gli ordini tra novembre e gennaio e vogliono la merce in magazzino da sei a otto settimane prima. Da Buenos Aires, l'ultima partenza utile è a metà ottobre 2026.
- Foodex Saudi: dal 23 al 25 novembre 2026, nel centro espositivo di Gedda (foodexsaudiexpo.com).
- Gulfood 2027: dal 15 al 19 marzo, a Dubai. È la fiera in cui si vendono il raccolto 2027 dell'emisfero sud e i contratti della controstagione.
- Controstagione, da giugno a ottobre: è quando noci, pecan e prugne sudamericane arrivano a due-cinque mesi dal raccolto, contro gli otto-dodici dell'emisfero nord. Lo spieghiamo nella nostra guida alla controstagione.
9. Checklist del primo container per l'Arabia Saudita
- L'importatore ha l'azienda e ogni prodotto registrati in FIRS prima dell'imbarco, e un magazzino con licenza SFDA se non è esente.
- Voce doganale confermata nel motore di ricerca della ZATCA, con il canale di sdoganamento (MEWA o SFDA) chiaro.
- Grafica dell'etichetta in arabo approvata dall'importatore e date stampate sulla confezione, mai su adesivo.
- Analisi del lotto rispetto ai limiti dell'UE (aflatossine, umidità e, per l'uvetta, ocratossina A).
- Fattura e certificato di origine certificati dalla camera di commercio; certificato fitosanitario del SENASA o del SAG.
- CFR o CIF Gedda, con il porto nominato; camion fino a Riad o Dammam concordato a parte.
- Rotta via Suez, sovrapprezzi dettagliati, validità breve dell'offerta (da 7 a 10 giorni) e due settimane di margine sul transito.
- Merce pallettizzata.
- Lettera di credito irrevocabile o anticipo; mai conto aperto con un cliente nuovo.
Domande frequenti
Che dazio pagano le noci in Arabia Saudita?
Il 5 % sul valore CIF, in guscio e sgusciate, più il 15 % di IVA. L'uvetta paga lo 0 %, la frutta secca tostata e i mix il 10 % da novembre 2025. Nessuna origine ha preferenze tariffarie in Arabia Saudita.
Chi registra il prodotto presso la SFDA?
L'importatore. Registra la propria azienda e ogni prodotto nel sistema FIRS prima della prima spedizione. L'esportatore fornisce la fattura e il certificato di origine certificati, il certificato fitosanitario, il certificato sanitario e l'etichetta.
Serve il certificato halal per esportare frutta secca in Arabia Saudita?
No. La frutta secca ed essiccata senza ingredienti di origine animale non richiede né certificato halal né registrazione dello stabilimento d'origine. Il miele e i prodotti di origine animale richiedono invece uno stabilimento abilitato.
Si può spedire a Dammam con lo stretto di Hormuz chiuso?
Non via mare. Al 7 ottobre 2026 le prenotazioni per Dammam e Jubail restano sospese, e la merce per Riad e la Provincia Orientale entra da Gedda e prosegue su camion.
Quanto impiega un container da Buenos Aires a Gedda?
Il servizio più rapido pubblicato impiega da 36 a 38 giorni con un trasbordo. Con la congestione di Gedda conviene calcolare due settimane in più.
Le date di scadenza si possono mettere su un adesivo?
No. La SFDA richiede che le date di produzione e di scadenza siano stampate o incise sulla confezione. È ammesso un solo adesivo con le informazioni in arabo, applicato dal produttore, ma non per le date.
Cerchiamo importatori e riconfezionatori in Arabia Saudita
Lavoriamo con importatori, torrefattori e riconfezionatori sauditi che cercano una seconda origine per il Ramadan e per la controstagione. Offriamo prugne secche di Mendoza, noci pecan argentine, uvetta di San Juan, noce Chandler dell'Argentina e del Cile e arachidi argentine.
Quotiamo CFR o CIF Gedda, con documentazione certificata e analisi del lotto rispetto ai limiti dell'UE. I prodotti si possono combinare per pallet nello stesso container: ordine minimo 1 pallet (~2.100 kg) e campioni da 1 a 5 kg. Se operi anche negli Emirati, leggi la nostra guida agli Emirati e al GCC.
Indicaci prodotto, volume e città di destinazione, e ti confermiamo disponibilità, data di imbarco e prezzo. Richiedi campioni e quotazione o scrivici dalla pagina contatti.
Commercio: UN Comtrade, consultato il 7-10-2026. Dazi: tariffa integrata della ZATCA, consultata il 7-10-2026. Requisiti: SFDA e USDA FAS (FAIRS SA2025-0013, Exporter Guide SA2026-0009, Retail Foods SA2026-0013). Logistica: aggiornamento operativo di Maersk del 2-10-2026, Kuehne+Nagel e Fluent Cargo. La situazione nello stretto di Hormuz e nel Mar Rosso cambia ogni settimana: verifica rotta, transito e sovrapprezzi con la compagnia di navigazione, e dazi e requisiti con il tuo spedizioniere doganale e l'importatore, prima di imbarcare. Questo articolo non costituisce consulenza legale né doganale.



